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Il Panofsky Price 2009 a due italiani di CDF

La collaborazione CDF proviene da laboratori ed università distribuite su tutti i fusi orari della terra, da Tsukuba in Giappone, a Berkeley, New York fino in Europa per tornare all'estremo oriente con la Cina.

Nel Tevatron di Fermilab due fasci intensi, ciascuno strutturato in 36 pacchetti equidistanti, separati 396 nano-secondi, l'uno di protoni e l'altro di antiprotoni, viaggiano quasi alla velocità della luce in direzioni opposte nello stesso anello. Possiamo far scontrare i pacchetti in un determinato punto della macchina, generando 2,5 milioni di collisioni al secondo. Negli urti vengono prodotte centinaia di tipi differenti di particelle. Tra queste potrebbero apparirne di nuove mai osservate, già previste dalla teoria o completamente inaspettate. Proprio attorno al punto dove hanno luogo le collisioni, è stato costruito il rivelatore.

Il "Collider Detector a Fermilab" (CDF) è un gioiello della fisica delle alte energie. Questo rivelatore pesa 5000 tonnellate ed è un mosaico di strumenti di alta tecnologia, alcuni dei quali hanno la precisione e le minuziose, articolate strutture di un orologio svizzero. Il suo compito è quello di osservare le collisioni, riconoscere e "fotografare" le particelle che escono dall'urto ed immagazzinare tutta l'informazione per studi successivi. CDF funziona quindi come una macchina fotografica di ben 5000 tonnellate!

La prima collisione protone antiprotone è stata registrata nell'85. CDF ha conquistato molti risultati importanti. Al '94 appartiene il più famoso: il 26 Aprile la collaborazione CDF, ha annunciato la prima evidenza del quark top. Al 2006 appartiene un'altra importante scoperta: l'oscillazione del mesone Bs. Nel 2008 la grande notizia: il prestigioso premio "Panofsky 2009", dell'American Physical Society, va ai due italiani Aldo Menzione e Luciano Ristori, leader dei progetti determinanti per le scoperte sopra citate: il rivelatore di vertice di silicio, SVX, ed il Super-processore SVT.

CDF rappresenta il lavoro di centinaia di scienziati, studenti, ingegneri e tecnici, che hanno lavorato per due fasi di costruzione di circa 8 anni ciascuna.

L'immagine comune dello scienziato sperimentale e' quella dello studioso, che fa scoperte lavorando da solo nel suo laboratorio. La fisica delle alte energie, invece, richiede strumenti così grandi e complessi che ci vogliono grosse collaborazioni per costruirli e farli funzionare.

Comunque i fisici fanno ancora ciò che hanno fatto dai tempi di Galileo e Newton: usano l'osservazione scientifica per mettere alla prova le previsioni teoriche, o, forse, per scoprire aspetti nuovi.